Donare il midollo ti cambia la vita

Questa è la storia di Mirko, donatore di midollo osseo e volontario di ADMO Lombardia.

“Il destino a volte ci regala una possibilità ed è quella di poter salvare una vita, di donare una nuova speranza ed è un dono immenso, non ci si può voltare dall’altra parte, non è possibile dire “no io nn lo voglio fare”.

Quando ho ricevuto la telefonata in cui mi hanno detto che il mio midollo era compatibile, si è fermato il tempo: ero l’1 su 100mila di una persona a cui potevo cambiare il destino. Magari di un bambino che non ha potuto godersi i suoi primi anni, perché ha dovuto imparare da subito a lottare per vivere. O di una donna piena di sogni da realizzare o di un uomo con una vita piena d’amore che non vuole dover lasciare. E poi… Tutte le persone che accanto a lui/lei vivono la sofferenza della malattia: se mentre leggi stai pensando che forse l’idea di diventare donatore non è così male, aggiungi il pensiero che la vita potresti restituirla anche a loro.

Kenshõ!

È una  parola giapponese che ho letto in un libro e significa lampo di luce. Il momento che lega eternamente la vita del donatore a quella del ricevente e della sua famiglia, quelle chiamate che avvisano uno di poter salvare una vita e gli altri di poter tornare a sperare. Quello è un lampo di luce.

Io quella telefonata con il medico la chiusi e scoppiai a piangere. Poi strinsi mia figlia a me, la strinsi forte. Era il 2014. Erano lacrime di vita.

Oggi continuo grazie ad ADMO a dare il mio contributo: raccontiamo, sensibilizziamo, diamo la nostra testimonianza, entriamo nelle scuole e guardiamo negli occhi i ragazzi e gli chiediamo di impugnare l’arma più bella, più profonda, più forte, il cuore.

Donare cambia la vita. A me l’ha cambiata per sempre.

Mancano pochi giorni e sarà di nuovo il 23 maggio e il mio pensiero vola da te.

Ti vedo vivere, correre, gioire, amare, assaporare quello che ti stava sfuggendo di mano.”

Donatore di vita