Saprai starmi accanto?

Era l’ingombranza del cancro a farmi pensare che probabilmente sarei rimasta sola. Lo spazio che il tumore occupava nei miei pensieri. Il ruolo che aveva nel condizionare il mio umore.

Non un giorno, anzi, nemmeno un’ora passava senza che ci pensassi.

Non un giorno, anzi, nemmeno un’ora passa senza che ci pensi.

Va bene, mi dico. È normale.

Ma quanto influisce questo sulle mie relazioni?

Mi rabbuio velocemente, a volte senza rendermene conto. Mi estraneo.

Il mio bisogno di stare sola, anche per pochi minuti, non bussa educato alla porta, la scardina con un calcio ed entra.

Il mio nervosismo non si quieta perché la situazione è inopportuna, si sfoga senza chiedere permesso.

Quando voglio piangere, non c’è diga che tenga.

Non sapevo di essere così ampia. Il cancro ingombra tantissimo, ed ingombrando svela gli spazi.

Non c’è un angolo che sia vuoto, in questa casa che sono io stessa.

Ci sono ripostigli in ordine e stanze con roba accatastata, camere talmente pulite da essere sterili e corridoi che manco le fogne.

Non c’è un angolo che sia vuoto.

Sono affollata.

Saprai starmi accanto?

Saprai starmi accanto?

C’è sempre un motivo per andare avanti

Chiara e il suo sorriso aperto sugli occhi. La sua bellezza, la sua luce e la sua forza.

Questa è la sua storia:

<< Ci sono delle cose di una malattia che nessuno ti insegna, come che non esiste solo la febbre o il raffreddore, che i dolori non sono sempre mal di stomaco o mal di testa, che il corpo ha mille porte nascoste e che… la felicità sta nelle piccole cose.


A un anno di distanza dalla fine delle mie terapie, guardo il mio Linfoma di Hodgkin come un bambino accovacciato a terra. Lui arriva, fa tante monellerie, ti fa impazzire e non ti lascia un attimo di respiro. Ti fa male perché imbranato e ti sputa la verità in faccia senza se e senza ma. Però ha tanto da insegnarti, ha bisogno di cure e attenzioni per “distendersi” e volare via. Ti fa riflettere sul senso della vita, della magia delle piccole cose, e ti insegna che le difficoltà – anche le più brutte – si possono affrontare con il sorriso.

Ci sono momenti della mia giornata in cui mi fermo e non riesco a credere a tutto quello che ho passato: a come mi sentivo male, come urlavo di dolore senza saperlo, a come ho affrontato tutti i controlli girovagando per Milano da sola, portando in mano dei fogli che già dicevano che avevo un tumore e non lo sapevo. Avevo tanto bisogno degli abbracci di mia mamma, di qualcuno che mi capisse e mi chiedesse “come stai”, fermandosi ad ascoltare la risposta.

Volevo frantumarmi in mille pezzi, lasciarmi andare al mio destino perché non avevo forze, alle paure che non mi facevano dormire la notte e alla mancanza di controllo della mia vita e del mio corpo.
Io sono Chiara e all’età di 27 anni mi è stato diagnosticato il Linfoma. Questa come tante altre vorrebbe essere la notizia che non ti arriva mai, che ti sconvolge e dà un ceffone alla tua vita senza neanche guardarla negli occhi.
C’è sempre qualcosa per cui nutriamo rabbia o di cui vorremmo non parlare. Ma la malattia mi ha lasciato anche qualcosa di profondo che mi porta oggi a comprendere, a perdonare e a dire “grazie”: abbiamo sempre a portata di mano il tesoro più grande.

Abbiamo l’amore, l’emozione, l’empatia e l’anima. Un tesoro che ogni giorno continua a darmi la forza di lottare. >>

La storia di Chiara

imparodame, il profilo Instagram di Chiara